Abbottonatura a sinistra. Fascino ed emancipazione, ecco la camicia al femminile

Non c’è capo migliore dell’abbottonatura a sinistra. Fascino ed emancipazione, ecco la camicia al femminile per ripensare con gioia e ammirazione al lungo percorso che ha portato ogni donna dalle godere e i volant settecenteschi alla libertà e l’autorevolezza di oggi.

Lo testimoniano le fogge, i colori, i tessuti e le accuratezze stilistiche di ogni camicia da donna Principe di Firenze.

Ma tanta ricchezza non è affatto scontata, perché se pensiamo che fin dalla preistoria o quasi, la “camis” orientale era paritaria tra uomo e donna. Poi ci sono stati secoli in cui alla donna la libertà (e l’autorità) della camicia non era concessa.

Capo che, se anche indossato, doveva essere ben nascosto per non essere di scandalo, paragonato quasi alla nudità.

camicie donna

La camicia femminile arriva al Novecento con questa scomoda eredità, ma affronta il secolo della modernità e delle grandi conquiste sociali, con sorprendente velocità.

Tutti i grandi stilisti vi si sono cimentati, ma l’intuizione geniale ha un nome e cognome tutto al femminile: fu Coco Chanel ad abbattere l’ultimo diaframma tra corsetti femminili e camicie.

Finalmente, in nome dell’emancipazione, anche la donna aveva diritto alla dinamicità completa della camicia: senza fronzoli e barocchismi, senza strane servitù alla morale dominante e tutto senza rinunciare alla femminilità.

Perché, diciamolo con convinzione, non c’è capo che esalti la femminilità di ognuna più funzionale e semplice di una bella camicia.

Unica concessione? Quell’abbottonatura a sinistra. Le cui origini rimangono quelle della gran dama che si vestiva con l’aiuto di una servitù più o meno numerosa.

Ma anche quella piccola cortesia alla cameriera è rimasto simbolo di una certa superiorità, a dispetto di tante, forse troppe uguaglianze.

Sua maestà il cappotto donna, passepartout d’autunno

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