Caldo? Non lasciamoci sbottonare

Primi giorni di afa e solleone ed ecco che le città si riempiono di scamiciati sudoranti con infradito e quant’altro preveda il corredo.

Ricerca di bibite ghiacciate e un po’ d’ombra, e sguardi ai tanti uomini e donne eleganti vestiti di tutto punto che vanno dall’ammirato – non senza un pizzico di invidia – al compassionevole: chissà come farà!
Dal momento che non stiamo parlando di uomini e donne sottoposte a tortura o provenienti da un altro pianeta, ma semplicemente eleganti e in perfetto ordine, Principe di Firenze invita a una riflessione attorno ai concetti base che rendono possibile e addirittura piacevole
il fenomeno.

Anzitutto un po’ di saggezza antica..

che sicuramente ognuno di noi avrà sentito dire: se protegge dal freddo, protegge anche dal caldo. Argomento da non liquidare troppo in fretta come se fosse una frase da vecchie zie, ma precisa verità della fisica.

Sulla quale un ripasso non fa mai male.

Certo questo non vuol dire usare il piumino a ferragosto, ma certamente la struttura di certe fibre naturali – tra cui la lana – permettono isolamento e aerazione più invidiabili di alcuni look nudo e sudaticcio che si vedono in giro.
Se non bastasse la natura delle fibre più nobili, si può aggiungere l’umano ingegno nel saperle tessere, trattare, adoperare.

Magari nei tempi frettolosi e globalizzati di oggi non sifa caso ai costi e alle sapienze di lavorazioni lente, e si va giù di tagli-e-cuci rombanti in chissà quale parte del pianeta e spedite per mare via container.

Ma per chi si affida a quelle tradizioni e quei know how, sa bene la libertà e la freschezza che può dare un tessuto lavorato hopsack, o quel “cannone” in più di una camicia, il quale muovendosi – provare per credere, recitava una vecchia martellante pubblicità – è una piccola “aria condizionata” ben diversa da qualcosa che si appiccica alla pelle come un cerotto.

Poi ci sono i colori e ritorniamo alla fisica:

i riflettenti, gli assorbenti, i freschi naturali.

Assieme al modo di tingere, naturalmente, per il quale non basterebbe un intero manuale di tecniche e agenti “aggredenti” che fanno magicamente variare i prezzi a scapito delle performance, proprio in caso di improvvisi bollori.

Applicate queste poche consapevolezze, non si avrà più la giustificazione che chi cammina in piena estate in giacca o tailleur stia facendo “apnea” da ambienti potentemente condizionati in stile cella frigorifera.

Che siate donna, uomo o bambino, fatevi un giro tra le proposte Principe di Firenze per l’estate.

Ne scoprirete delle belle per non lasciarvi sbottonare al primo accenno d’afa.

Giacca Hopsack Avio