I 5+1 casi della vita in cui l’abito che indossate è più importante di voi che ci siete dentro.

Si fa un gran parlare di dress code e voi avete tutto il diritto di fregarvene. In fondo nessuno meglio di voi può decidere cosa indossare e perché, per il piacere della libertà o della provocazione.

Ma oltre il dress code ci sono casi in cui l’abito che indossate è più importante di voi che ci siete dentro. Esattamente in cinque situazioni, più una alla quale sicuramente non avrete mai pensato.

dress code

Caso numero uno: gli eventi istituzionali.

Può darsi che tanti e tante di voi non siano mai invitate in un Ministero o all’udienza del Papa o alla festa in una delle centinaia di Ambasciate che reggono le sorti del mondo o magari alla Casa Bianca. Però nel caso che dovesse accadere, state tranquilli che in quel caso la persona che siete viene un attimo dopo il che cosa indossate.

Per l’uomo è d’obbligo lo smoking nero, così come nero devono essere il papillon (mai cravatta in questi casi) e le calze. Camicia bianca da smoking (il colletto ad alette si chiama infatti diplomatico), polsino da gemelli e pantaloni assolutamente senza risvolto in fondo, che cadono perfettamente sulle scarpe, anch’esse nere. In qualche caso, ma sono ormai sempre meno, può essere richiesto il tight o il frac, con la caratteristica forma della giacca con le punte sul retro (i nobili di una volta dicevano, vestiamoci da pinguino) la cui differenza con lo smoking più universale sta nell’abbinamento col grigio dei pantaloni e col gilet in contrasto con giacca e pantaloni, di solito color crema.

Per la donna è invece un must l’abito lungo, con scarpe dal tacco non esagerato e una piccola borsetta da portare in mano. Il nero andrà benissimo, ma se bellezza e età lo permettono un colore alternativo, nella gamma dei sobri, può essere un potente alleato. Il nero è invece di ordinanza se la signora elegante deve incontrare il Papa o le alte sfere della Chiesa. In tal caso il capo deve essere assolutamente coperto, con un velo nero.

 

Casi numero due e numero tre: matrimoni e cerimonie

A meno che non si tratti di matrimoni che rientrano nel caso numero uno c’è decisamente più libertà, ma non troppa. In questi casi si può essere amici degli sposi e alternativi quanto si vuole, ma il bon ton (e un pizzico di saggezza) deve tener conto che non si è soli al mondo e che ci sono le sensibilità degli altri e tradizioni millenarie che sarà bene rispettare. Per quanto molti facciano finta di non darvi troppa importanza (ma allora perché sposarsi?) il matrimonio è una faccenda seria. Così come sono faccende serie cerimonie di ogni genere, ovunque insomma si celebri l’ingresso in una nuova condizione umana: dal nobel a un premio letterario, compresi anniversari e similari.

L’uomo ha a propria disposizione la possibilità di un abito completo meno formale dello smoking, ma che comunque non può sfuggire alla regola del nero o del blu molto scuro, senza pantaloni in contrasto e, se la stagione lo richiede, possibilmente accompagnato da un gilet dello stesso tessuto dell’abito. Calzature sobrie e camicia rigorosamente bianca, sulla quale si può indossare indifferentemente cravatta o papillon.

Per le signore, indipendentemente da bellezza e età, è obbligatorio l’abito l’ungo dai colori sobri con calzature altrettanto sobrie e calze velate rigorosamente scure o neutre, a seconda dell’abbinamento meno stridente con l’abito.

 

Casi numero quattro e numero cinque: feste pubbliche e prime teatrali

Considerando tra le feste pubbliche quelle di maggio rilievo di una serata tra amici, come un grande evento professionale ad esempio, anche qui è bene non lasciare troppo spazio agli istinti sbarazzini. Uomini assolutamente in scuro (se gli eventi sono serali in particolar modo) e blazer solo nel caso si sia in piena estate e al mare.

Per le donne un bel po’ di libertà in più, soprattutto nel colore. Sono ammessi anche i pantaloni femminili, nel caso delle feste ma da evitare in teatro, e scarpe e borsette sobrie ma non rigidissime nell’etichetta come assolutamente obbligatorio nei casi precedenti.

 

Il caso + uno: fiere, eventi professionali e crociere

Quasi nessuno ci pensa, ma in questi casi pur liberandoci dagli orpelli degli smoking maschili e del nero lungo femminile, è meglio non fare proprio tutto quello che ci pare. Queste occasioni mondane sono il luogo di incontro più denso di occasioni che esista al mondo.

E qui l’abito è come un buon biglietto da visita. Parla di voi meglio del vostro sorriso o di una stretta di mano a prova di manuale di crescita personale e autostima. L’occasione della vostra vita potrebbe darvi un’occhiata e decidere di fermarsi o andare oltre, a seconda di come siete vestiti o vestite. Qui la libertà è più ampia, ma non totale come se andaste a una cena con amici nel luogo figo della città. Il miglior consiglio?

Evitate di vestirvi tutti uguali solo perché la categoria professionale (o la tribù) si veste così. Ad esempio un gessato o il tailleu.

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