Occhio allo chemisier, l’aplomb popolare con la classe di una regina

Semplice, elegante e con una vocazione insuperabile a slanciare la figura femminile come nessun altro collega di guardaroba potrà mai fare. E’ lo chemisier, un classico sempreverde della moda femminile, super versatile anche nei nomi. C’è chi la chiama camicia oversize donna, chi la definisce camicia-abito, chi si spinge – ma senza troppa precisione – fino al caftano.

Moltissime sono infatti le sue vestibilità, che spaziano dall’accostamento mare con infradito e costume, alla matinée di shopping cittadino con ballerine o sneakers, alla serata elegante con décolleté e tacco.

Altrettanto intercambiabili gli abbinamenti “top” che coprono l’intero arco delle possibilità che stanno tra il maxi foulard in seta stampata e una miriade di borse multidimensione e multimateriale.

Tanto da far venire il dubbio che lo chemisier perfetto – indossato nella sua storia da attrici di memoria e nuove, e recentemente persino ad Ascot dalle new entry dei reali di Inghilterra – non debba il suo successo ad origini nobili, popolari o da starlette.

Ma piuttosto a quel suo richiamo a quella particolare sensualità femminile evocata da una camicia oversize di taglio maschile.

Anche se poi, in epoche in cui le parole attorno alla seduzione devono farsi molto attente, lo chemisier sa persino qualificarsi a simbolo di una sana e corroborante libertà.

Le collezioni selezionate da Principe di Firenze per i negozi e l’online, del resto, la evocano a tutto tondo. Nei bei colori estivi, forti e solari, e con l’eco di viaggi antichi ed emozionanti nelle profonde “afriche” o nelle latinità dell’altra faccia dell’emisfero, accompagnati magari da un bagaglio leggero, quasi esclusivamente culturale.

le righe
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una gentlewoman