Gli inglesi lo chiamano “leisure”, un termine che deriva dal latino liceità, ovvero assenza di costrizione. E proprio i latini distinguevano il tempo in otium, quello per sé, e negotium quello destinato agli affari.

Un tempo libero dunque prerogativa di libertà, ben diverso da quello “liberato” la cui nozione risale all’epoca industriale con l’introduzione del diritto alle ferie.

Va da sé che leisure o otium che sia il tempo libero qualificato ha i suoi rituali d’eleganza, praticità e presentabilità. E a questo proposito può esser utile rammentare il tizio che, suonando il campanello a un vicino presentandosi alla porta in shorts e sandali infradito ultima moda, si sentì rispondere: toh, un apostolo!

Battute a parte il vero tempo libero è raramente inoperoso: serve a coltivare passioni, a incontrare persone a tenere relazioni spesso più importanti di quelle che si è costretti a segnare nell’agenda di lavoro.

Cose che non si possono fare in giacca e cravatta ma nemmeno con quel che capita.

Secondo le proprie attitudini e il proprio tempo libero, ad eccezione dell’abbigliamento tecnico e specializzato di chi si trova a praticare uno sport (ma limitato solo alle ore di sport) ecco allora riscoprire il fascino senza tempo dei comodi chinos, della fantasia e di comfort delle bretelle (senza escludere la mitica cintura in elastico intrecciato) di una serie infinita di giubbotti pratici e confortevoli e della camicia più colorata e divertente, da portare rigorosamente aperta al collo.

Spazio dunque a materiali di pregio, a dettagli che rendono unico il capo, alla qualità di cuciture e alla sartorialità a volte sorprendente delle creazioni e a prezzi adeguati.

E attenzione a non confondere il casual con il casuale, soprattutto per quel che riguarda gli abbinamenti con l’età e personalità.

Anche se in questi tempi resi frenetici dalla crisi economica e da quella ben peggiore dell’identità, dove ogni cosa sembra essere accettata o addirittura ignorata, il pericolo latente è che i figli vogliano vestirsi e imitare i padri e i padri essere come i figli.

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