Il solito problema: un armadio di vestiti e niente da mettermi.

Prima o poi ci si dovrà abituare all’idea che le mode passano e a volte ritornano, ma noi siamo sempre qui.

Quante mode abbiamo visto svanire quasi nel nulla, cullate solo dallo spazio di una stagione o dall’effimera apparizione su un giornale più o meno blasonato.

Dunque il problema – se mai ce ne dovesse essere uno – non è la moda. Seguirla, non seguirla, rifiutarla, amarla, lasciarsene in una certa misura condizionare, sono solo alcune delle mille possibili sfaccettature e interpretazioni di una cosa sola: noi e la nostra eleganza.

E’ l’eleganza – vivere con eleganza – la chiave di tutto. Il centro di un universo dove il colore, la foggia, la lunghezza di una gonna o l’altezza di un tacco sono l’eclissi che a volte ci sorprende, ma non la sua più intima sostanza. Non a caso il termine moda è vocabolo recente.

L’eleganza invece affonda le sue radici nel latino eligere, ovvero scegliere.

L’esperienza più antica ci insegna che c’è un antidoto alle tante giornate che spesso si trascinano stancamente, tra i mille impegni della nostra natura e realizzazione femminile, ed è che si può aggiungere un po’ di verve alla vita di tutti i giorni.

Come? Scegliendo di essere eleganti.

Definire l’eleganza tuttavia è difficile, perché non ne esiste solo una. Si può essere elegantemente classiche, casual, moderne, persino leggermente trasandate. Di una cosa sola siamo certe: che quando la vediamo siamo immediatamente in grado di riconoscerla, e talvolta, ahinoi, anche un po’ di invidiarla. Ma ciò che riconosciamo o invidiamo, a seconda dei casi, non è mai l’oggetto – bello quanto ci pare – ma qualcosa di più complesso, che ha a che fare con la nostra autenticità.

Occorre allora un po’ d’esperienza per gestire ogni aspetto della nostra vita con equilibrio e padronanza di sé. Quel mix di scelte che va oltre ciò che si indossa, capaci di renderci uniche e irripetibili e aggiungere grazia al nostro guardaroba, alla nostra casa, alle nostre relazioni professionali e sociali.

L’eleganza non è un impegno eccessivo, ma un modo di vedere le cose da un punto di vista diverso.

Ci avrete fatto caso: le adolescenti, nell’insicurezza della loro personalità in formazione e nell’ansia da accettazione sociale, sono le più influenzabili dalle mode, eppure non sono quasi mai eleganti. Per dirla con l’ironia dello scrittore americano Mark Twain, l’abito non farà il monaco, ma in società le persone nude non contano quasi niente.

Eppure è dalla nostra nudità che nasce la vera eleganza. Dal sapersi osservare anche con un po’ di crudeltà di fronte allo specchio, e soprattutto dal mettere al bando ogni pigrizia nella cura e nell’igiene del proprio corpo e delle proprie cose.

Si impara così a mettere in relazione cose apparentemente lontane tra loro e scoprire il mistero per cui andare a letto la sera rinunciando per stanchezza a struccarsi, non ci permetterà la massima eleganza il giorno successivo.

Così come il miglior cashmere un po’ raffazzonato non può sostituire freschezza e stiratura. Sono piccole cose, istintivi gesti quotidiani apparentemente di limitata importanza, che però ci aiutano a cambiare il nostro modo di vedere noi stesse e il modo in cui il mondo ci accoglie e ci guarda.

A cominciare da quell’equilibrio e dalla sicurezza in se stesse che, giorno dopo giorno, ci aiuterà a dire con sempre maggiore consapevolezza l’intramontabile massima di Oscar Wilde: la moda è quel che uno porta, quello che portano gli altri è già passato di moda.

E non facciamone, per carità, una questione di sacrificio o di prezzo. Perché ognuna di noi sa bene quel che si è disposte a fare per la propria bellezza, così come avere nell’armadio l’abito giusto e in ordine fa risparmiare tempo e denaro.