Piccoli appunti e due segreti per la biodiversità del boxer Principe di Firenze

Che si porti sotto i pantaloni è fuori dubbio. Che lo si possa indossare con eleganza anche sulla pelle nuda è altrettanto certo. Eppure, anche se magari in questo momento il vostro intimo è un boxer in cotone, siamo certi di potervi svelare qualche piccolo trucco per starci davvero come un principe in quel boxer.

Per prima cosa accertatevi che il cotone di cui sono composti sia della stessa qualità (o anche di qualità superiore) di una buona camicia. Sembra una sciocchezza, ma un tessuto troppo leggero o “sfuggente” non è proprio il massimo della comodità.

Per non parlare poi del fatto che quel magnifico senso di assoluta libertà e comodità che si prova indossando un boxer, può trasformarsi, se l’intimo è sbagliato, in una fastidiosa tortura, compresi qualche prurito indesiderato e la necessità di frequenti “aggiustatine” che costringono a usare le mani in modo non propriamente elegante, se pur lontani da sguardi indiscreti.

Poi ci sono certi dettagli di cucito, ignoti persino alle più grandi e blasonate marche di questa particolare specie di intimo maschile. Si tratta di solito delle ampiezze dell’apertura frontale e, ancora più significativa, della tipologia di cucitura dell’elastico in vita.

Questi due particolari non amano la frettolosità dell’assemblaggio e detestano il risparmio di tessuto nella fase del taglio. Chiunque sia incappato in questi due difetti, anche magari indossando il famigerato capo intimo più costoso e blasonato, è inevitabilmente andato incontro a “aperture” tutt’altro che volontarie e a un sostegno in vita che perde di stabilità già dopo un numero ridicolo di lavaggi.

E si sa, gli indumenti intimi sono fatti per essere belli ed eleganti, ma devono essere lavati quotidianamente e con una certa energia.

boxer

Con i boxer Principe di Firenze questi problemi sono eliminati alla radice.

Qualità delle cuciture, elastico interamente cucito e coperto dal tessuto, apertura comoda, ma sempre profonda e fasciante.

Poi, per una comodità superiore, ecco i due piccoli segreti che fanno grande questo capo di manifattura toscana a marchio Principe di Firenze. Due varianti imprescindibili.

La prima riguarda la cucitura posteriore cosiddetta a “schiena d’asino”, che rende impossibile anche quando l’indumento è sottoposto a movimenti robusti, come una corsa o il camminare a lungo durante la giornata, di raccogliersi (usiamo un termine elegante) e strizzarsi nel posteriore.

La seconda, per chi non vuol rinunciare a una piacevole morbidezza nel “contatto” è quel geniale rinforzo, foderato interno in cotone jersey, con la sua doppia funzione antisfregamento e maggiore protezione del tessuto.

Vi sembra esagerato per un paio di mutande da uomo? Indossatene un paio di alta manifattura Principe di Firenze. Vi ricrederete.

Intimo

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