i profumi

I profumi? Spruzzateli nei punti in cui si sente il cuore.

I profumi? Spruzzateli nei punti in cui si sente il cuore.

Un profumo lo si indossa per evocare un’emozione. Per questo ogni persona ha il suo preferito. Un rituale per tanti, che lo indossano al mattino o dopo la doccia nei punti del proprio corpo dove immaginano che la fragranza durerà più a lungo.

Una vecchia regola vorrebbe una spruzzatina nei posti dove “si sente il cuore” ovvero collo e polsi. I più scientifici aggiungono anche l’incavo dei polsi, mentre oltreoceano ha spopolato la grande attrice che suggeriva addirittura l’ombelico.

Oggi c’è un vero e proprio bon ton del profumo che si spinge a profumare in alcune zone del corpo a seconda del momento della giornata e da ciò che prevediamo di svolgere. Si passa così da collo e polsi per una normale giornata di lavoro e riunioni, fino alla nuca e perfino ai capelli, se la serata è romantica.

Chi non ama metterlo direttamente sulla pelle, sceglierà indumenti “portaprofumo” che ne esaltino l’aroma, in pratica tutti i naturali, come lana, seta e lino, le cui fibre cave e i loro effetti sulle temperature corporee sembrano compiere miracoli. Infine, per l’uomo, il grande classico è e rimane la parta alta dei pettorali.

lorenzo villoresi
lorenzo villoresi

Naturalmente, ça va sans dire, col profumo non si deve mai esagerare (meglio eventualmente rinfrescare) e la fragranza deve essere il top.

A tal proposito una delle proposte esclusive Principe di Firenze, nei negozi e online, sono cinque eau de toilette del brand Lorenzo Villoresi.

La Teint de Neige che evoca l’aroma inconfondibile delle polveri profumate, la fragranza della cipria, il profumo del talco. La Piper Nigrum, fresca e aromatica, con le emozioni dei legni e delle spezie africane. La Alamut, ricca di note fiorate che rimandano all’Oriente. L’Iperborea, con gli agrumi e il ricordo floreale del nostro Nord del mondo e, infine, il Patchouli grande classico intramontabile, le cui note sono appena accompagnate da un soffio di lavanda.

A voi la scelta, dunque, e a voi la libertà di seguire il bon ton ufficiale del profumo o praticarne uno tutto vostro. Con una scelta di sobrietà e qualità, ne avete pieno diritto.

i profumi


cravatta di maglia

Casual ma chic? Semplice, c'è la cravatta di maglia

Casual ma chic? Semplice, c’è la cravatta di maglia

Con la bella stagione ormai alle porte si ha subito la voglia di alleggerire un po’ il look, di lasciarsi andare ai toni del casual, preferibilmente senza perdere eleganza e chic.

Le giacche si fanno più leggere, magari con le eleganti trame di una Folcea Principe di Firenze, i pantaloni aprono alla possibilità e alla finezza della “tela vaticana”, le scarpe – quasi inutile dirlo – richiedono l’eleganza di certe Tricker’s espressamente realizzate per Principe.

E come non fare un pensiero, in questa ritrovata libertà stagionale, alla cravatta ideale?

C’è chi, naturalmente non abbandona mai la leggerezza della cravatta classica in seta, nelle fantasie che Principe di Firenze fa realizzare nella patria della seta pregiata… che rimane sempre l’Italia. Ma c’è chi, invece, si affida a un accessorio simbolo: la cravatta in maglia tubolare.

cravatta di maglia
cravatta di maglia

Quella immortalata dal mitico James Dean in gioventù bruciata (erano i tempi del bianco e nero, ma la camicia era bianca) e subito diventata un must di stile e ribellione fino a tutti i ruggenti anni 70.

Poi, come spesso accade ai formidabili accessori che non passano mai di moda, invece che eclissarsi la cravatta in maglia ha preferito concedersi un periodo di riposo. La sua delicata fattura in tubolare, il taglio squadrato anziché con la punta, la finezza dei materiali – lana, seta, lino in purezza – semplicemente non corrispondevano a certe esagerazioni dal sapore provocatorio.

I revers delle giacche che si allargavano, le vite che si stringevano, gli abiti che fasciavano, i colori che strillavano. Fenomeni che fecero capire quanto la vera eleganza non sia fatta solo di stili e colori, ma anche di proporzioni. E le proporzioni di quel tubino di seta delicata, con la trama fresca e aerata, erano sempre state preziosamente morigerate.

Figuriamoci poi se quelli erano tempi in cui una cravatta, invece che appesa, veniva gentilmente arrotolata per un riposo che non le facesse perdere il perfetto aplomb.

Oggi che invece questi valori e queste delicatezze stilistiche sono tornate, eccola di nuovo protagonista. L’accessorio fresco e perfetto per la giornata (mai per la sera) del gentleman contemporaneo.

https://www.principedifirenze.it/una-cravatta-principe-di-firenze/


bon ton cintura

Il bon ton della cintura e come liberarsi dalla schiavitù dell'ardiglione

Il bon ton della cintura e come liberarsi dalla schiavitù dell’ardiglione

Spesso anche l’uomo più attento ai dettagli di eleganza ne sottovaluta uno degli accessori principali. La cintura, appunto, elemento tanto importante da vantare un vero e proprio – anche se sintetico – codice di eleganza. E, assieme a questo, come sempre più spesso accade per l’eleganza maschile, anche un codice che si riferisce alla comodità, alla sintesi, tipiche dell’uomo.

Cominciamo dal bon ton. Sono naturalmente ammesse tutte le cinture, comprese quelle mutuate dall’immaginario del cow boy texano o quelle che incoronano i fianchi dei combattenti di wrestling, ma una cintura ideale ha due, al massimo tre altezze codificate: 4, 3 e 3 centimetri e mezzo. Meno alta è la cintura e più è adatta a vestire l’eleganza più formale: la cerimonia, l’ufficio, la serata speciale.

Altro codice è il colore: sempre legato alle scarpe. Codice che, quando è possibile, è indicato anche per i materiali, vedi ad esempio certi scamosciati.

bon ton cintura

Poi ci sono le lunghezze: l’ideale è avere liberi dall’agganciatura non più di una quindicina di centimetri, che si fermano al passante. Quindi, anche se ogni cintura può essere facilmente adattata con un taglio (preferibilmente eseguito da mani esperte) attenzione alle taglie. Una 48 vuole una lunghezza di 115 centimetri, una 54 va sui 125 e così via.

Infine il buco per l’agganciatura: deve essere il terzo, il più equilibrato.

Se a queste regole vogliamo però aggiungere il mood di praticità cui abbiamo accennato all’inizio c’è un’altra cintura ideale: quella elastica intrecciata. Una cintura che, pur dovendo rispettare il codice delle lunghezze, ci libera dalla schiavitù del buco apposito per l’ardiglione.

Il senso di libertà è unico, soprattutto da quando questo tipo di cintura è andato arricchendosi di dettagli di eleganza molto interessanti: colori, materiali, intrecci artigianali di elastici anche in mix con pellami. Insomma, il top di eleganza e praticità, con la libertà di agganciare in un punto qualsiasi dell’intreccio. Un dettaglio da non sottovalutare, dal momento che il massimo dell’eleganza per una cintura e per tutte le cinture di questo mondo, è che fascino il giro vita morbidamente, senza nessuna costrizione.

Che sia per questo che il top best seller della collezione di cinture da uomo Principe di Firenze, siano proprio le intrecciate?

bon ton cintura

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Il basco da donna in cashmere, storia di una rivoluzione

Il basco da donna in cashmere, storia di una rivoluzione

Nei colori bianco naturale e antracite il basco da donna in cashmere (89 €) è uno dei copricapo donna della collezione Principe di Firenze. La storia di questo copricapo, al di là della sua origine come accessorio di feltro o lana grossolana indossato dai contadini dei paesi baschi, è legata a una vestibilità perfetta per affrontare una vita dinamica.

Da queste precise caratteristiche di funzionalità il copricapo è stato, nel tempo, adottato da diversi corpi militari: dagli alpini francesi alla fine dell’Ottocento, nella guerra civile spagnola degli anni 30, dagli anarchici italiani che combatterono nelle file repubblicane, fino ai carristi e paracadutisti inglesi nella seconda guerra mondiale e, al giorno d’oggi, in molti corpi di quasi tutti gli eserciti del mondo.

Nonostante questo pedigree militare però, il basco ha saputo diventare nel tempo anche il simbolo di arte e creatività.

Celebre quello indossato a Parigi dal celebre pittore Picasso e di gran moda sia nella stagione bohemienne, sia in quella più recente degli intellettuali che dettero vita e cavalcarono i diversi movimenti studenteschi. Simboli celebri sono il basco rivoluzionario di Che Guevara e quello più istituzionale di un padre della Repubblica come Pietro Nenni, che raramente se ne separava.

L’accessorio, in più di tre secoli di storia, non ha avuto bisogno di rivisitazioni stilistiche, a parte nell’uso dei materiali e nell’armonizzazione di alcune rigidezze che lo hanno mutuato a una perfetta e fascinosa eleganza anche femminile. La versione in cashmere di Principe, oltre che essere molto apprezzata nei guardaroba femminili più completi è anche un’idea regalo tra le più scelte anche nel nostro shopping online.

basco da donna


cashmere principe

Chiudete pure gli occhi. L'esperienza cashmere Principe di Firenze

Chiudete pure gli occhi. L’esperienza cashmere Principe di Firenze

Certo l’aspetto è importante, anche nel cashmere. Lo styling, i colori, la manifattura. Aspetti che danno gioia alla vista e soddisfano l’esperienza dello scegliere il meglio per sé e i propri cari. Si tratti di un pullover o del prezioso tessuto che – tra le mani del sarto – diventerà giacca, abito intero, soprabito.

Eppure, nell’esperienza del cashmere c’è un punto in cui chiudere gli occhi è consigliato. Ma non aspettatevi solo la “morbidezza”, che è un po’ il luogo comune del cashmere ed è ottenibile (al giorno d’oggi cosa c’è ancora da inventare?) anche con fibre non pregiate opportunamente lavorate.

Quella del cashmere ad occhi chiusi è invece un’esperienza a tutto tondo. Tenete tra le mani una maglia a lavorazione due o tre fili, e immediatamente sentirete un contatto che parla di consistenza, una grande forza tranquilla che scorre sotto le vostre dita e che – al di là del modello e del colore – veste in modo particolare.

Saggiate quel contrasto tra il peso, leggerissimo, e il senso di vestibilità capace di richiamare subito alla mente la calda sensazione di un abbraccio. Un abbraccio tutt’altro che sdolcinato e artificiale. Sempre ad occhi chiusi, infine, cercate di percepire il senso del calore.

Un calore misurato, come quello prodotto da ogni fibra nobile, che si sente addosso come quando l’udito incontra casualmente un’armonia, e che dà immediatamente quella sensazione di essere vicini alla poesia.

Ma questa magia della percezione del cashmere non si limita al solo capo finito. Abbiamo accennato al tessuto su cui costruire il lavoro sartoriale. Nella sartoria Principe di Firenze sarà facile farne subito la prova ad occhi chiusi sfogliando una ad una le mazzette delle collezioni di tessuti pregiati.

Un semplice ritaglio di campionario, non più grande della pagina di un libro, stretto ad occhi chiusi tra le dita saprà evocarvi quelle stesse sensazioni, solleticando l’immaginazione delle prove in sartoria e del capo finito, pronto da indossare.

Vivi il Cashmere

cashmere principe
cashmere


i saldi

Saldi, occasioni e altre meraviglie. Le cinque regole per non sbagliare mai

Saldi, occasioni e altre meraviglie. Le cinque regole per non sbagliare mai

Si sa: gennaio è il mese dei saldi. Ma sempre meno persone sono in grado di orientarsi tra la caccia alla rimanenza che forse può starmi bene e l’affare vero di un bene personale desiderato finalmente a un prezzo più abbordabile.

Principe di Firenze ha individuato cinque regole fondamentali per non perdere la trebisonda e tornare a casa con lo shopper pieno e il portafoglio in perfetto equilibrio con i budget familiari.

Regola numero 1: non solo rimanenze

Certamente i saldi nascono dalla necessità della boutique (o dell’online) di fare gli ultimi realizzi prima di fare spazio alle novità di stagione… non a caso è questa la stagione delle grandi fiere della moda. Ma questo non significa offrire al pubblico le rimanenze, ma una più seria selezione di cose chic a un prezzo più che conveniente.

Regola numero 2: non è una lotteria

Man mano che il timer dei saldi esaurisce il tempo, si rischia che la sensazione sia quella di ritrovarsi in qualche sala bingo di periferia… trovare il capo giusto, della giusta taglia a un prezzo interessante è come vincere la lotteria. Al contrario un buon saldo è scegliere tranquillamente, in un assortimento che non è mai di pezzi unici e mai prendere o lasciare.

Regola numero 3: la convenienza non è un algoritmo

No ai prezzi che non si capiscono, in una giungla di percentuali che possono variare di giorno in giorno, di ora in ora e di persona in persona. Nei saldi migliori la coerenza è tutto. Coerenza di qualità e di un risparmio costante, aperto e sincero come il sorriso e una stretta di mano tra negoziante e cliente.

Regola numero 4: la stagionalità non è l’unica regola

Troppo facile spremere convenienza con capi che l’anno prossimo nessuno vorrà (sperando che nessuno se ne ricorderà o accorgerà) meglio cercare una sana convenienza, che non sarà mai un prezzo stracciato, sugli evergreen, i grandi classici, le cose di buon gusto per le quali le mode sono solo un capriccio cui guardare dall’alto in basso. Noblesse oblige.

Regola numero 5: via dalla pazza folla

L’ultima regola sta in una misura che pochi notano. Troppo sconto, troppa folla, troppa merce, sono il modo migliore per distrarsi e non avere idea di cosa si porta a casa. Un vecchio detto del marketing affermava e afferma ancora: se sembra gartis vuol dire che la merce siete voi. Allora non affollate come belle statuine facendo da comparsa in posto dove è la folla che non compra a far comprare gli altri. Andate a colpo sicuro. Andate o cliccate da Principe di Firenze.


cattivi odori

Perché coprire i cattivi odori quando puoi distruggerli?

Perché coprire i cattivi odori quando puoi distruggerli?

Che sia per casa vostra o per un regalo il risultato non cambia. Perché potranno pure essere di gran moda certe fragranze che profumano gli ambienti e ne coprono gli odori, ma certamente l’efficienza di distruggere gli odori che ha una Lampe Berger è tutta un’altra cosa.

Principe di Firenze la propone da sempre ai suoi clienti, assieme a una vasta collezione di fragranze. Il suo funzionamento “a caldo” inventato oltre un secolo fa dal farmacista parigino Maurice Berger permetteva addirittura di sanificare l’aria negli ospedali.

Al di là del tuffo nell’appassionante storia di questo sistema di profumazione, è evidente tutta l’uitlità di cui stiamo parlando.

Distruggere, attraverso l’ossidazione catalitica, tutte le particelle di cattivi odore nel nostro ambiente domestico.

Per apprezzarne la differenza e l’efficienza vi proponiamo due o tre casi limite in cui non basta coprire con un odore più forte. Il primo sono gli animali domestici bagnati, di rientro dalla passeggiata.

Il secondo è la preparazione in cucina di una cena particolarmente “odorosa” che non si desidera spandere per tutta casa, e il terzo è – da tenere in mente per questi giorni di festa e serate casalinghe – l’ospite o il padrone di casa fumatore a cui non si è potuto dire di andare a fumare in terrazza.

https://www.principedifirenze.it/il-profumo-delicatissimo/


il grembiule

Non sarai una chef, ma il grembiule è di Principe

Di questi tempi la cucina è il regno della casa. Ovunque si preparano manicaretti: buoni e meno buoni, belli a vedersi e talvolta brutti. Basta accendere la tv, sfogliare i giornali, persino in libreria milioni di pagine di ricette attendono solo che qualcuno le prepari.

Logico pensare allora che se il regno è la cucina, il principe o la principessa che lo conduce dovrà indossare qualcosa all’altezza, senza tralasciare poi il cerimoniale che ha tutte le sue liturgie: canovacci, presine, asciugabicchieri e poggiapentole, lucidaposate e fermatovaglioli, senza tralasciare nemmeno un segnaposto.

il grembiule

Principe di Firenze ve le propone come un calendario dell’avvento: grembiuli da cucina che raccontano ancora molto di quelle loro origini “milleusi”, protezione e personalità, segni di una vita piena. Oppure deliziati dalla contemporaneità, fatta di decori e comodità al passo con i tempi e le cucine di oggi.

Insomma per un Natale che passi e si soffermi anche attorno alla cucina, da Principe di Firenze trovate proprio tutto… anche quell’idea originale che senza vederla non vi sarebbe proprio venuta in mente.


borsa acqua calda

L'acqua calda? Più che scoprirla bisognerebbe vestirla

L’acqua calda? Più che scoprirla bisognerebbe vestirla

Prendete qualcosa di semplice, di elementare, di basico e trasformatelo nel più originale dei regali. Stiamo parlando della boule dell’acqua calda e delle fantastiche versioni che Principe di Firenze propone nel catalogo dei negozi e online. Morbidezze, evocazioni, senso di intime riflessioni, di coccole amorose, di sogni principeschi e rilassati.

Già perché con il tepore di una di queste borse può diventare magica anche una semplice serata passata sul divano, col televisore acceso e il cellulare per una volta spento.

Sono le piccole sorprese che il Natale rende possibili. Quel senso speciale di calore anche quando fuori fa freddo e fa piacere quella piccola calda carezza, morbida e discreta, da stringere in un abbraccio sognante. Quando il tempo si fa più lento e tra i nostri pensieri di sempre si fanno strada quelle piccole e grandi attenzioni che riserviamo a chi è più vicino a noi (e non solo in senso chilometrico) a cominciare da noi stessi.

borsa acqua calda


profumo delicatissimo

Il profumo delicatissimo di una mattina di maggio, ecco cosa regalarsi a dicembre

Il profumo delicatissimo di una mattina di maggio, ecco cosa regalarsi a dicembre

Dicembre è tempo di regali, e tra questi l’idea che cercate può essere nascosta in una sensazione: il profumo delicatissimo delle belle mattine di maggio, con quei fiori di rosa e quell’aria così dolce.

Principe di Firenze ve lo propone nella versione “rosa di damasco” in un acqua da stiro che accompagnerà la freschezza della biancheria o di una camicia appena indossata.

Un tocco di originalità in formato regalo per quanti, pur nella solidità di pacchi e pacchettini natalizi, non intende rinunciare a quel tocco di poesia.

Evocando la leggerezza e l’intimità di quel soffio leggero di primavera che – per effetto di chissà quale magia nascosta proprio lì nel nostro naso – ha il potere fantastico di regalare il buonumore a un’intera giornata.

https://www.principedifirenze.it/natale-2018-il-regalo-piu-bello/

profumo delicatissimo