I diversi tipi di collo delle camicie da uomo sono da sempre classificati secondo le occasioni per indossarle e la forma del viso dell’uomo che deve indossarle.

Va da sé che non sarebbe carino presentarsi a una serata di gala con un collo alla coreana, né scegliere un button down da abbinare allo smoking. Ma la tradizione che vieterebbe il collo italiano (magari nelle varianti a punte morbide) al viso più largo perché più adatto ai volti slanciati e “lunghi” ha fatto il suo tempo, o almeno deve introdurre una variante “età” che può addolcire o ribaltare ogni giudizio o consiglio di stile troppo schematico.

Così, ad esempio, tutti i colli troppo formali: come il francese e l’italiano a punte molto rigide sono maggiormente indicati quando si entra negli “anta” e si tende a prediligere – e non solo nella routine quotidiana – un look altrettanto formale. Mentre, nel caso di età più giovanili, diventano indicati occasionalmente solo quando il look diventa molto “strutturato”, quasi al confine con l’abbigliamento da cerimonia.

Discrimine inverso invece riguarda i colli più informali. Un colletto italiano morbido, con punte corte e strette o leggermente arrotondate, è adattissimo ai giovani ma richiede, man mano che l’età avanza, un impegno e una personalità sempre maggiore. Tanto più se lo si intende portare slacciato e senza cravatta, magari declinato in un tessuto “lavorato” o “quadretto” o fantasia.

Non ha un’età specifica invece il button down, ma anche qui si deve fare una differenza tra “classico” e “morbido”, quest’ultimo magari nella variante francese con punte allargate e meno pronunciate. caso, quest’ultimo, che predilige i giovani.

Rimane da distinguere, per una scelta perfetta della camicia dal collo più giusto, quale sia il vero discrimine tra più giovani e più anziani. Confine che, man mano che l’età e certi conformismi avanzano, colloca molti anziani nella fascia dei più giovani e viceversa.

Cosa compra veramente chi acquista una camicia Principe di Firenze?

collo delle camicie