Tra i grandi classici senza tempo delle collezioni presenti da Principe di Firenze il velluto merita una menzione speciale.

Declinato in grande stile per le comode giacche monopetto maschili e gli aderenti modelli femminili, onnipresente in versione pantaloni, elegantissimo nei gilet.

Questione di stile, ma anche di storia. Perché non c’è tessuto più universale del velluto, capace di rivestire intere generazioni di contadini – nei fustagni che, nelle mitologie di certi sarti di campagna prendevano il nome di “pelle di diavolo” a indicarne una resistenza sovrumana – e allo stesso tempo venerato in egual misura dalle nobiltà e signori di ogni tempo.

giacca velluto

Non c’è praticamente quadro di scena nobiliare, ritratto o altro, anche di pittori che hanno santificato la storia dell’arte nei secoli, che non comprenda una citazione del velluto. Dalle scuole toscane che hanno fatto grande nel mondo il rinascimento, fino agli Antonello da Messina o i Granacci che non mancavano di insidiare il primato toscano.

Ma al centro di tanta trasversalità, anche culturale, rimane la caratteristica che tanto lo fa amare anche al giorno d’oggi: quella sensazione di calore, protezione e morbidezza che nessun altro tessuto sa dare. Unita a quel senso di elegante armonia capace di adattarsi alle “rigidezze” di certi cerimoniali, fino al limite del militare, così come alla sapiente finta trasandatezza di certi intramontabili bohemian look.

giacca velluto
pantaloni velluto
pantaloni velluto